Tutti i numeri della regione nella 15esima edizione della guida ai vini di Slow Food Editore in libreria e su slowfoodeditore.it a partire dal 23 ottobre.
Sabato 19 ottobre dalle 14 la grande degustazione al Superstudio Maxi di Milano.
5 Chiocciole, 6 Bottiglie, 4 Monete, 21 Top Wine: questi i riconoscimenti assegnati in Umbria dalla Guida Slow Wine 2025, disponibile dal 23 ottobre in libreria e sullo store online di Slow Food Editore.
Unico caso tra le pubblicazioni di settore, la quindicesima edizione è una guida corale, realizzata da 252 collaboratori che visitano tutte le cantine recensite, tratteggiando così uno spaccato aggiornato e puntuale del panorama vitivinicolo italiano contemporaneo di qualità.
Due le novità importanti di quest’anno: tutte le aziende recensite non praticano il diserbo chimico, mentre con i Best Buy, che sostituiscono il riconoscimento del Vino Quotidiano, la guida segnala una selezione di Top Wine che, nelle rispettive denominazioni e tipologie, offrono un prezzo eccezionale. La prima scelta è un messaggio politico forte, che rispecchia il Manifesto per il vino buono, pulito e giusto e quanto Slow Food sostiene da tempo contro l’uso della chimica di sintesi e, in particolare dei pesticidi, nelle colture, oltre che un ulteriore passo verso la costruzione di un rapporto sempre più armonico con la natura; mentre la seconda risponde a un’esigenza del mercato, dando una soluzione più in linea con i tempi e utile per i lettori che cercano un riferimento per orientarsi nel mondo della vitivinicoltura pulita e sostenibile.
L’Umbria vista da Slow Wine
Le degustazioni hanno messo in evidenza il fermento di una regione all’avanguardia. Un’Umbria per certi versi laterale, lontana dalle cantine sfarzose che lavorano per soddisfare la grande domanda di enoturismo, un’Umbria più artigiana e anticonformista, che con questa edizione della Guida ha raggiunto livelli qualitativi eccellenti, complici l’entusiasmo e la competenza di vignaioli e vignaiole giovani e di talento, capaci di fornire letture territoriali a volte inconsuete, ma anche di far riflettere e mettere in discussione i dogmi che parevano meno discutibili. Nonostante la sensibile diminuzione nel numero dei riconoscimenti, il mondo del Sagrantino, soprattutto nelle sue realtà di punta, è rimasto sostanzialmente stabile. Accogliere la sfida di una maggiore facilità di beva, così come richiedono i consumatori, non era e non è facile per questo vino di struttura e tannini. Eppure c’è chi sta riuscendo a smorzarne l’irruenza, mantenendo salda la riconoscibilità varietale e territoriale: un doppio merito, che va riconosciuto. Esplode sempre di più il fenomeno Trebbiano Spoletino, e molte aziende che fanno ottimi Sagrantino hanno performato meglio sul versante bianco. Al di là di ogni discussione consortile e territoriale tra Montefalco e Spoleto, è da sottolineare, come nelle scorse edizioni della Guida, che su questo vino si gioca un pezzo importante del futuro della regione, viste la sua versatilità, la sua carica identitaria e la sua capacità di presentarsi in versioni di grandissimo spessore qualitativo. Intorno c’è tantissimo altro, però: Sangiovese, Gamay del Trasimeno, Ciliegiolo, Grechetto, così come tanti vini da varietà minori, stanno riscrivendo un pezzo di storia dell’Umbria, confermandosi di grande interesse. Il merito è di tutti: di chi li ha conservati e ci ha sempre creduto, e di chi ci sta rimettendo mano con idee nuove.
La presentazione di Slow Wine 2025
Sabato 19 ottobre a Milano, negli ampi spazi di Superstudio Maxi, si svolge la presentazione nazionale dedicata alle cantine premiate, ai giornalisti e ai collaboratori della guida. Si comincia alle 10 con il convegno Il mercato chiede vini di pronta beva, ma il clima la pensa diversamente. Lo stato dell’arte di un settore in rapido cambiamento, un tema esplicitato anche nei video realizzati durante le visite in azienda dei collaboratori e inseriti con QR Code nelle singole schede in guida.
A partire dalle 14 e fino alle 20, segue la grande degustazione aperta al pubblico. Oltre 470 banchi di assaggio con la presenza diretta dei produttori, e oltre 1000 vini da assaggiare.
Il costo del biglietto d’ingresso è di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food e i soci Fisar), e comprende anche una copia della guida Slow Wine 2025.
