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Raboucer: il cocktail con la musica in allegato

Raboucer: il cocktail con la musica in allegato

Il cocktail bar  “Raboucer” è a Milano in via Gian Giacomo Mora, ed è particolare a partire dalla posizione:  la viuzza tra via Correnti e Corso di Porta Ticinese somiglia a un vicolo paesano. Traffico quasi zero, un discreto numero di localini a punteggiarlo, avventori serali dispersi lungo i marciapiedi. 

Ma il “Raboucer” non è un localino, perché può ospitare novanta persone circa, se si tiene conto del piccolo dehors davanti all’entrata. All’interno, si sviluppa su due livelli un reticolo di corridoi, salette, salottini, affacci, divanetti, neon colorati:  tanti oggetti diversi inframezzati da un biliardino e da un pianoforte, entrambi protagonisti di serate dedicate a tornei o concerti live jazz nel corso dell’anno. L’impressione è quella di un labirinto di atmosfere e di colori, diversi e concatenati, in cui potresti persino riuscire ad appartarti senza mai estraniarti dalla musica e dal vociare  circostante. Non si viene qui per appartarsi, ovviamente, ma per sua maestà il sovrano della giungla milanese: il cocktail, pensato per essere degustato con calma, come aperitivo ma soprattutto nel dopocena. Da segnalare sicuramente “Goodbye Blue Sky” (Blue Coat Gin, Limone, Lavanda, Oolong Tè al latte, Milk washing) abbinato a “The Wall” dei Pink Floyd e “Noi, Loro, gli Altri” (Don Julio blanco, Casamigos Mezcal, lattofermantazione di ananas, fava tonka, fumo di quercia) abbinato allo skit “Noi, Loro, gli Altri” di Marracash e Fabri Fibra.

Gli interni del Raboucer

E già, gli abbinamenti: perché in pratica i titolari di “Raboucer”, Andrea Pirola e Simone Di Gioia,  propongono ai clienti la loro Drink Tape. Si tratta di una playlist, raggiungibile tramite QR code e disponibile su Spotify, di sette brani musicali, ognuno dei quali è abbinato ad un cocktail. E così l’atmosfera, costruita a partire da salette, arredi vintage e colori, prende forma anche grazie alle proposte di classici e contemporanei da ascoltare sorseggiando.  Ed ora ad Andrea Pirola il compito di fornire le coordinate essenziali del “Raboucer” e dei suoi punti di forza.

“Tanto per fare un po’ di storia, abbiamo rilevato il Bar Cuore e l’abbiamo fatto ripartire nel Gennaio 2019 anagrammando il nome: così è nata l’insegna ‘Raboucer’. Il locale funziona la sera ed è chiuso a pranzo, l’orario è dalle 18,00 alle 2,00 tutti i giorni, senza chiusure. Non solo cocktail, da noi, perché anche vini e birre sono molto richiesti. La cucina deve essenzialmente accompagnare i cocktail, ma non possiamo limitarci a olive, noccioline e patatine: l’offerta si amplia con sandwich, hamburger,  pollo fritto e anelli di cipolle, taglieri e qualche novità che di volta in volta inseriamo. L’andamento delle ordinazioni dipende da fascia oraria e giorno della settimana: ad esempio come  aperitivo vanno per la maggiore i classici  Negroni e Gin Tonic, oltre a vino e birra.  Dopocena  si è ormai affermata la Drink Tape, ossia i nostri signature cocktail in abbinamento con i brani da noi selezionati; per ora sono quelli elencati nel menù, poi vedremo come variare. I sette drink della lista li abbiamo inventati noi partendo da qualcosa di storico. Ad oggi il più popolare è forse il Good Bye Blue Sky, con il suo sbuffo di zucchero filato che fa scena. È un tipo di Gin Sour modificato: il gin ha un’infusione di lavanda, nello sciroppo c’è un’aggiunta di milky tea.  Alla fine, il tutto è chiarificato con latte e limone. “

Al “Raboucer” troviamo il cocktail  classico ed anche l’innovativo, personalizzati da una mini-colonna sonora e serviti in un ambiente sulfureo: per rivitalizzare una serata basta e avanza,  e pure per confermare che a Milano la mixology è sempre alla ricerca di novità da sperimentare. 

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