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Le Petit Vins de la Savoie

Le Petit Vins de la Savoie

Piccoli vini… nella loro struttura, nella loro fama, piccoli nelle loro produzioni ed estensioni; vini semplici, schietti ma sempre con qualcosa da raccontare. Tra montagne perennemente innevate a fare da sfondo, su un palcoscenico di laghi, castelli e colline recita terra coronata: la Savoie.

Con i suoi 2200 ettari vitati la Savoie enologica è una di quelle denominazioni francesi definite “minori” per dimensione e fama in una nazione che di eccellenze enoiche parla fin dalla notte dei tempi.

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Le vigne sono distribuite su 4 dipartimenti: 80% nella Savoie, il resto si suddividono tra Haute-Savoie a nord, Ain a sud ovest e Isère a sud. Territori molto diversi con paesaggi molto diversi ma con minime differenze qualitative tra un’annata e l’altra. Certo non dobbiamo aspettarci vini da invecchiamento ma possiamo trovare proposte interessanti… meglio se di ultima produzione.

In un territorio così piccolo la prima cosa che incuriosisce è la varietà di vitigni coltivati: 23 tra autoctoni e ubiquitari. Di questi 7 li possiamo definire “unici” nel senso che non li troveremo in altre regioni del mondo… così come nella loro semplicità unici sono i sapori.

raisin siteLa varietà più diffusa è il Jacquère che occupa il 55% del vigneto ed è in aumento. Un vitigno a bacca bianca molto produttivo che dà un vino semplice, dai profumi tipici di montagna, che si accompagna volentieri con formaggi locali da gustare durante una giornata sugli sci. Molto più interessante è il Roussette detta anche “Altesse”, anche questo a bacca bianca, quasi a richiamare una reputazione di tutto rispetto. Un’uva le cui origini sono avvolte nel mistero. Si pensa provenga da Cipro ma Pierre Galet, considerato al’inizio del XX secolo il padre della moderna ampelografia, afferma che se coltivata accanto al celebre Furmint ungherese essa non dia nessuna differenza e, come il vino ungherese, quello Saviardo si distingue per sentori esotici e buona acidità.

raisins3Ma i grandi vini bianchi di Savoie derivano dal Roussanne. Questa uva ha una colorazione rossa ed è una delle poche ad essere autorizzata nelle versioni bianche di molte denominazioni anche maggiori. La varietà è poco produttiva e molto delicata, soprattutto a causa al vento che qui non manca. Nel corso degli anni ha visto ridursi le quote di vigneto ad essa dedicate fino quasi a scomparire. Oggi solo i cloni migliori selezionati nel tempo sono produttivi. La caratteristica di questa uva è il suo aroma molto persistente che ricorda il tè alle erbe ed è dotata di quella acidità necessaria per elaborare vini invecchiati.

Nella Savoie quest’uva è chiamata “Bergeron” ed è diffusa a Chignin, nella bassa Savoie nel distretto di Aix-Les-Bains, nelle vicinanze di Chambèry. Tra le denominazioni che anniverano bianchi particolari quella più interessante è Syssel e di questa degne di nota sono le bollicine ottenute da Chasselas, vitigno molto diffuso non solo in Francia, Roussette e Molette, altro vitigno locale. La Cuvèe de la Maison Mollex, La Tacconiere, uno dei più affidabili produttori della zona, si caratterizza per il gusto di biscotto e l’eleganza simile allo Champagne, abbinandosi volentieri alla Reclette, un formaggio locale. C’è poi la denominazione più allargata dei Vin de Savie tra cui spicca Le Domaine Louis Magnin, i cui vini sono prodotti da monduse e bergeron coltivati su pendii terrazzati o su morene.

gamay1I vini rossi rappresentano un terzo della produzione savoiarda. Tra le denominazioni più note c’ è quella di Bugey, Vin de Bugey VDQS, ottenuta da Gamay e Pinot Noir coltivati su terreni calcarei, in uvaggio o in purezza, a dare vini vibranti nel primo caso e una pallida imitazione della Borgogna nel secondo. I vini più interessanti sono quelli ottenuti dal vitigno Mondeuse, una delle più antiche varietà della Savoie. Questa si differenzia per il mordente e il colore quasi simile al rosso italiano. Succoso e speziato, il vino è tra i pochi della regione a potersi permettere un invecchiamento in piccole botti di rovere e un affinamento fino a 10 anni.

La particolarità? Questi vini, per quanto “petit”, sono difficili da trovare persino in Francia per cui varrebbe la pena di fare un viaggetto in Savoie… non solo per lo sci.

Pia Martino
io.pia@live.it

 

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