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“Lorenzo Viani”: artista in Versilia

“Lorenzo Viani”: artista in Versilia
Versilia, un lembo di terra tra una spiaggia bianca e le montagne, ma anche arte e cultura.

Il legame della Versilia con l’arte risale addirittura a Michelangelo, il genio del Rinascimento, che ci visse tre anni per lavorare alle Alpi Apuane, per aprire le cave di marmo da dove vengono i suoi lavori più importanti. E poi artisti, pittori e scultori, che hanno vissuto la loro storia artistica, rimanendo contaminati dall’atmosfera e dalle sensazioni che la Versilia suscita, radicati a questa terra, che ha favorito un incremento e una crescita dell’attività scultorea con l’apertura della scuola di scultura a Pietrasanta nell’800.

La Versilia ha sempre visto grandi personaggi come Moses Levy, Galileo Chini, l’art decò, il Liberty, artisti moderni come Moore, Botero, Cascella, Mario Marcucci, e, fortemente legato alla sua terra, Lorenzo Viani, con la sua arte, i suoi tormenti e la sua storia di anarchia.

Incontriamo Lorenzo Viani, dell’omonimo Ristorante Lorenzo, al Forte dei Marmi, che porta un nome illustre, uguale a quello del suo famoso prozio, una delle espressioni più fulgide della pittura del Novecento Italiano, Lorenzo Viani.

Lo abbiamo intervistato per raccontarvi, non la solita storia di un ristorante di successo, ma come sia possibile diventare un numero uno e rimanere legato, con tanta semplicità, alle sue origini, alla gente, a tutto quello che Lorenzo ama della sua terra: la durezza delle Alpi Apuane, l’azzurro del mare della Versilia, il profumo di salmastro che si confonde al Libeccio, un mix di sensazioni e di atmosfera, tanto da farne una filosofia di vita.

Lorenzo, descrivimi il tuo locale che rispecchia perfettamente il tuo animo artistico, qui regna arte, il bello e l’eleganza.

Vedi, perchè i miei ospiti si sentano a casa… pochi coperti, una cinquantina, una signorile apparecchiatura, le sedute sono molto fascinose (preziose poltroncine di cuoio intrecciato dal colore caldo e vissuto), tutto intorno fiori, ma principalmente importanti quadri e sculture, quest’ultime anche su alcuni tavoli, dai colori tenui e avvolgenti. Amo molto i quadri del mio prozio, particolarmente cari quelli degli scolaretti, un periodo sereno, intimo, quando la moglie di Viani, che era maestra, insegnava a Montecatini, quadri di famiglia, inediti: gli scolaretti, durante la lezione, le guance rosse, il fiocco sbarazzino della bambina, la penna per il dettato, le gambine… sono la “mia storia” e qui, anche io mi sento “a casa”.

Oltre al vino, sempre in tema di arte e cultura… la tua carta dei vini.

Ecco la mia imponente Carta dei Vini “Edizione 51”, che in realtà sono due, una per l’Italia e una per l’Estero, per un totale di più di 1600 Etichette, quasi equamente divise. In ambedue, sulla prima pagina, spicca una frase tradotta da Salvatore Quasimodo e tratta dalle Odi di Alceo (poeta Greco vissuto nel VI Secolo a.C.): …..”O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte, perché il figlio di Zeus e di Sémele diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori “ …… .

Torniamo quindi al concetto che più mi ha colpito: il tuo lavoro, ma principalmente la filosofia della tua vita.LViani Chef

(Questo “ragazzo” che ha negli occhi il colore del mare della Versilia, nonostante una vita di grandi successi, ancora oggi ti guarda, con stupore, quasi a chiedersi … come ha fatto…)
Il mio ristorante è fra i 20 ristoranti più importanti d’Italia, con una cantina considerata fra le più fornite e “raffinate” della Penisola, il primo ristorante in assoluto per la degustazione del pesce, 3 forchette e 1 stella Michelin, 3 stelle Veronelli, 3 forchette Gambero Rosso, “10” secondo Piccinardi, 3 forchette e 2 medaglie secondo Touring Club… d’altronde, sono rimasto il solito Lorenzo di tanti anni fa, che alle 5 del mattino, andavo al Porto di Viareggio, al rientro dei pescherecci, per scegliere e comprare il miglior pesce, “di prima scelta”, ancora vivo e guizzante ed è proprio dai marinai che ho avuto i primi “corsi di formazione” sul mondo dell’ittica; sono rimasto “Viareggino” e il mare è il mio elemento e sono felice solo quando scappo e vado a buttare le reti davanti alla spiaggia di S. Rossore, mi tuffo e pesco le cozze al largo, solo, con i gabbiani.

Parlami oggi delle tue attività come chef consulente.

Oggi sto vivendo una seconda giovinezza, affiancato da mia figlia Chiara: ho un contratto di consulenza con Giorgio Armani, che da tempo ama diversificare investendo nel mondo dell’accoglienza e dell’alberghiera; abbiamo inaugurato nel cuore di Manhattan il primo “Armani Ristorante” a New York, sulla Fifht Avenue, creato da Doriana e Massimiliano Fuksas, affiancato dal mio chef Giovacchino Pentrelli per una proposta di cucina innovativa e raffinata. All’inaugurazione, presente il Sindaco di New York, Michel Bloomberg e Caroline Kennedy, Robert de Niro, Victoria Beckham, Mira Scervino, Leonardo Di Caprio, l’amico di sempre Siro Maccioni… ti confesso… mi guardavo intorno e pensavo a come sarei stato nel mezzo del mare, davanti a San Rossore, a buttare le nasse… . Mi è piaciuto molto l’articolo del New York Times che firmava con il titolo ”A New York il pecorino con le pere, firmato Armani e Lorenzo Viani”. Ed inoltre ho fatto l’inaugurazione, in primavera, all’Armani Residences sulla torre Burj di Dubai negli Emirati Arabi, oggi ribattezzata Burj Khalifa (alta 820 metri).

Prossimi impegni?

Prossimamente sarò sempre chef/consulente anche in un super lussuoso nuovo Hotel nel centro di Milano, sempre per Giorgio Armani, portando la mia esperienza per la cultura del cibo e del vino, via per il mondo, verso mercati nuovi ma fortemente appassionati al nostro… Made in Italy… con l’anima.

Mi fermerei ad ascoltare Lorenzo Viani che racconta il suo grande amore per l’Arte e la Poesia (come quelle bellissime di Franco Viani che ha fatto stampare nel Libro “I Gridi di un Solitario”), della sua meravigliosa collezione di quadri, dell’amore per il bello, affascinata nello stesso modo in cui racconta gli innumerevoli episodi della sua vita di Ristoratore/Pescatore.

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