Sfido chiunque, in questo momento, a pronunciare la parola Bordeaux e a non associare a questa almeno uno dei blasonati rossi dell’Haut Medoc, o bianchi dolci per i più romantici, rincorsi da critici e collezionisti di tutto il mondo a suon di magnificenti parole e soldoni. Ma accanto a questi c’è una schiera di vini piuttosto folta il cui antico retaggio risale addirittura al Medioevo.
Sono i Crus Bougeois. Il loro nome deriva da Bourgeois, gli abitanti di Bourg nella regione dell’Aquitania, una piccola città di mercanti e artigiani. Durante il periodo della dominazione inglese, questa città acquisì diritti e privilegi, tra cui l’esenzione dalle imposte sulla vendita dei vini dei loro vigneti sia a livello locale (Guyenne) che all’estero. Nel XV secolo, arricchiti dal commercio internazionale, i bourgeois sono stati in grado di acquisire le migliori proprietà della regione, inizialmente indicati come “Crus des Bourgeois” e poi semplicemente “Crus Bourgeois”.
A testimonianza del loro successo un testo del 1740 reca la prima selezione e specifica indicazione dei prezzi dei vini del Médoc, molto prima della famosa data del 1855. Con l’arrivo della rivoluzione francese vengono revocati i privilegi concessi e i Crus des Bourgeois subiscono un periodo di sofferenza contestualmente all’ agitazione sociale. Ma nonostante gli ostacoli nel corso dei secoli hanno svolto un ruolo crescente nello sviluppo dei vigneti del Médoc attraverso l’esportazione dei loro vini.
Nel XIX secolo, i Crus Bourgeois (circa 300 châteaus) erano ancora presenti con una qualità riconosciuta tra le produzioni del Bordeaux. La Classificazione del 1855, per molti una manovra a tutela degli interessi commerciali di pochi guidata dai courtiers – negozianti – intermediari localizzati principalmente nella città di Bordeaux, che acquistavano vino e lo immagazzinavano per migliorarne la qualità per rivenderlo quando il prezzo era più vantaggioso, escluse dalla famosa lista, tutt’oggi in vita, tutti i produttori di vino di Bourg. Ovvio che questi con una tradizione ben più antica fecero di tutto per ottenere una sorta di incorporazione alla lista almeno di alcuni tra quelli qualitativamente più elevati, ma con scarso successo. L’arrivo della prima guerra mondiale segnò un brusco arresto alla crescita avviata, e la crisi economica del 1929 non fu di grande aiuto, tanto che il numero di produttori diminuì. Nel 1932, i mediatori del vino di Bordeaux, sotto l’autorità congiunta della Camera di Commercio di Bordeaux e la Camera dell’Agricoltura della Gironda, designa una lista di 444 Crus Bourgeois. Inizialmente questa classifica fu concepita più che altro per raggruppare tutti i vini del Bordeaux la cui qualità li identificava come vini da consumo giornaliero o comunque frequente rispetto ai Cru Classé.
Questo elenco è stato registrato presso la Camera di Commercio e dell’Industria, ma non è mai stato sottoposto ad approvazione ministeriale. Un riconoscimento quindi più ufficioso che ufficiale che segna una vittoria in una battaglia ancora lunga. Il 21 maggio 1962, infatti, fu creata a Pauillac l’Unione dei Crus Bourgeois, gestito da un consiglio di amministrazione composto da quattro membri, Jean Nony, Jean Miailhe, Philippe Gasqueton e Max Cuvelier. Lo scopo di questa unione è quello di studiare e difendere gli interessi dei proprietari e produttori dei Crus Bourgeois del Médoc, organizzando una classificazione interna che ebbe luogo in due date, nel 1966 e nel 1978, per promuovere lo spirito competitivo all’interno dei Crus Bourgeois. Nel 1979 i regolamenti comunitari in materia di etichettatura approvato il termine tradizionale di “Cru Bourgeois”, purché le condizioni per il suo utilizzo fossero specificate dalla legge francese. Nel 1985 ci fu un notevole aumento della domanda per i vini Crus Bourgeois. Sulla scia di questo successo fu creata la Crus Bourgeois du Médoc Cup che ha ulteriormente migliorato la loro reputazione. Questa competizione ebbe grande approvazione tanto che viene organizzata ogni anno fino al 1999.

Con il decreto ministeriale del 30 novembre 2000 firmato dal ministro dell’agricoltura Jean Glavany e dal segretario di Stato alle PMI di consumo ed artigiane François Patriat, si stabiliscono le regole per l’organizzazione della classificazione dei Crus Bourgeois. Voluta dalla Camera di Commercio e Industria di Bordeaux, dalla Camera dell’Agricoltura della Gironda e dalla Fédération des Grands Vins di Bordeaux, il suo scopo è quello di stabilire una gerarchia di qualità per i Crus Bourgeois tra le AOC “Médoc”, “Haut-Médoc”, “Listrac”, “Margaux”, “Moulis”, “Pauillac” e “Saint Estèphe” e “San Julien “. La classificazione si compone di tre categorie di qualità: Crus Bourgeois Exceptionnels, Crus Bourgeois Supérieurs e Crus Bourgeois, che vengono revisionate ogni due anni.
Essa fu decretata da una giuria di 18 professionisti riconosciuti, col compito di giudicare i vini in base a sette criteri: la natura del terroir, il vitigno, l’approccio adottato in vigna, alla gestione e presentazione generale della struttura, alle condizioni di imbottigliamento, per uniformità della qualità del prodotto e la reputazione del vino e le qualità organolettiche del vino. Il 17 giugno 2003 un decreto ministeriale ha infine approvato la prima classificazione ufficiale del Médoc Crus Bourgeois che ha riconosciuto 247 châteaus su 490 candidati. Nel 2009 con decreto ministeriale del 16 novembre si stabiliscono i criteri per la procedura della selezione qualitativa dei Crus Bourgeois du Médoc, il cui elenco Ufficiale viene pubblicato nel mese di settembre dell’anno in cui si esegue. La procedura di selezione qualitativa, molto rigida e ben strutturata, ha base annuale ed è aperta a tutte le proprietà del Médoc. Alla selezione sono ammessi solo i vini dopo due anni dalla vendemmia (l’annata 2008 è stata selezionata nel 2010). La procedura consiste in una prima verifica della proprietà , la cui produzione annuale viene sottoposta ad una pre – selezione di qualità in base ad una degustazione alla cieca. Ogni fase per ottenere il tradizionale “marchio” “Cru Bourgeois” è supervisionata da un organismo di verifica indipendente che garantisce imparzialità in ogni fase. Le fasi della valutazione sono essenzialmente tre.
La prima riguarda l’ammissibilità dei produttori. Possono partecipare alla selezione tutti i produttori del Médoc autorizzati a produrre vino in una delle otto AOC del Médoc: Médoc, Haut-Médoc, Listrac-Médoc, Moulis en Médoc, Margaux, Saint Julien, Pauillac e San Estèphe. I vigneti che presentano domanda di riconoscimento devono essere sottoposti ad una visita di idoneità. Una volta confermata l’idoneità del vigneto o della proprietà si passa ai vini, esaminati in una degustazione per annata.
La seconda fase riguarda la verifica degli standard di qualità. Ogni anno, l’Unione imposta un livello minimo di qualità richiesto per essere un “Cru Bourgeois”. Una pre-selezione viene fatta in base ad un numero di 16 campioni forniti dall’azienda candidata durante tutto l’anno che serviranno come riferimento nel corso dell’esame finale. Questa viene eseguita da assaggiatori professionisti e serve a dare una impronta di quelle che sono le caratteristiche e l’evoluzione dei vari terroir di riferimento. Alla fine viene assegnato un punteggio che rappresenta quello minimo da raggiungere per essere riconosciuto Cru Bourgeois e passare alla fase finale.
La terza fase definisce i vini che verranno poi inseriti nella “Cru Bourgeois” Selezione Ufficiale. I produttori ammessi alla selezione presentano i loro vini a due anni dalla vendemmia. I campioni vengono prelevati da personale autorizzato e la loro provenienza non sarà visibile alla commissione indipendente esaminatrice. L’esame del vino consiste in una degustazione alla cieca di campioni effettuati da una giuria di esperti, composta da assaggiatori professionisti riconosciuti del settore, che sono stati reclutati e addestrati dall’Unione e approvati ogni anno dal corpo indipendente. La degustazione è su base individuale. L’attribuzione del riconoscimento di “Cru Bourgeois” si basa sulla media dei punteggi attribuiti da ciascun assaggiatore professionista. Questo punteggio medio è confrontato con quella dei campioni assaggiati durante le pre-selezioni. Se il vino ottiene un punteggio maggiore o uguale al campione rappresentativo, si qualifica come “Cru Bourgeois”.
I Cru Bourgeois sono parte del patrimonio vinicolo bordolese, alla stregua dei più blasonati un po’ più a Sud. Alcune proprietà esistevano molto prima della creazione della classificazione 1855 e molti sono ancora qui oggi, in una dimostrazione della forza della tradizione che ogni anno si reinterpreta e rivive nei vini “Cru Bourgeois”. Oggi sono una grande famiglia che riunisce vigneti con profili molto diversi, e terroir molto diversi – otto le AOC prestigiose Médoc, Haut-Médoc, Listrac-Médoc, Moulis en Médoc, Margaux, Saint Julien, Pauillac e San Estèphen, guidate da una varietà di produttori, molti dei quali hanno le loro origini nel Médoc, ma anche da altre regioni vinicole francesi che hanno dato il loro contributo in termini di dinamismo e idee nuove. Questa è la forza di questa famiglia: la diversità nell’unità. I vigneti condividono la stessa regione e la stessa storia, ma ciascuno ha il proprio carattere e offre al consumatore qualcosa di diverso. Questa diversità può essere trovata a tutti i livelli: nelle tecniche, nel sapore, nel prezzo, nella reputazione, nel marketing, nella vinificazione, nell’accoglienza, nella comunicazione, nella presenza sui social media, ecc. .
In definitiva, i membri di questa famiglia, condividono la stessa ambizione: la difesa della tradizionale classificazione di “Cru Bourgeois”, in un mondo in cui la conservazione del know-how nella creazione di qualità è diventato un simbolo di lusso.
Pia Martino
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