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Un prodotto tutto naturale: il Miele

Un prodotto tutto naturale: il Miele

Miele, il “cibo degli dei”, il risultato dell’instancabile lavoro delle api operaie che ci lega con la mente all’infanzia. Chi non ha mai gustato un buon latte caldo con il miele, durante le sere d’inverno, per piacere o per addolcire la gola dopo una giornata di pioggia? Siamo cresciuti con la consapevolezza della bontà di questo prodotto naturale, ma sappiamo realmente cos’ è, come viene prodotto e perchè fa così bene all’organismo?

Prima di tutto andiamo a scoprire il mondo delle api operaie e della loro regina; già perchè è proprio un vero regno quello che ora andremo a visitare.

Sappiamo che le api vivono nell’alveare, ma cosa è un alveare? Questa frase, che spesso viene utilizzata nella lingua italiana per definire uno stato di totale confusione, movimento, ambiente gremito di persone o agglomerato di grandi condomini sovrappopolati, spiega perfettamente il significato della parola stessa. L’alveare o arnia è il regno dove nascono, lavorano e producono il miele le api operose e come in tutti i regni governa una regina. L’ape regina, più grande nelle dimensioni è molto meno attiva dei suoi sudditi poiché la sua unica funzione è quella di deporre le uova… il suo fututo esercito!

Questa particolare ape, viene scelta ancora “larva” dalle sue operaie e nutrita con pappa reale al fine di renderla adulta e idonea al suo importantissimo incarico. Mentre i “fuchi” esclusivamente maschi vengono cresciuti e riservati al delicato compito di fecondare la regina al momento giusto. Possiamo dire che la popolazione delle api è fondata su tre caste: ape regina, api operaie e fuchi.

Ma torniamo a parlare dell’alveare. Solitamente questo termine si riferisce all’abitazione naturale, costruita esclusivamente e totalmente dalla colonia delle operaie, mentre per “arnia”, viene indicata la casina di legno o cassetta fatta dalla mano dell’uomo per accogliere le future collaboratrici aziendali.

E’ un’abitazione a tutti gli effetti, costituita da vari piani e da tantissime celle, dove una parte vengono destinate alla covata e un’altra, il “melario”, è dedicato allo stoccaggio del dolce nettare “il miele”. miele-grezzo

Nel regno delle api come in tutto il mondo animale, il periodo di attività inizia con l’arrivo della primavera, quando i prati e gli alberi sono in fiore. Un tripudio di profumi e colori che annunciano il risveglio della natura e scandisce l’ora dell’inizio dei lavori. L’arnia diventa tutto un brusio, un fermento di api soprannominate “bottinatrici” che entrano ed escono senza sosta dalla loro casa, in cerca di fiori ricchi di nettare d’orato; una fabbrica in movimento rivolta alla produzione del miele.

Ad oggi le tipologie di miele italiano censite dall’associazione “Le Città del Miele” (http://www.cittadelmiele.it/), sono cinquanta, alcune delle quali uniche proprio in virtù della loro identità d’origine territoriale. E’ il caso del miele di timo ibleo della Sicilia, del miele di barena (terreni lagunari, periodicamente sommersi dalle maree) Veneziana. E ancora gli esclusivi miele di corbezzolo o il miele di asfodelo della Sardegna, terminando con alcuni dei mieli più conosciuti quali quello di girasole, di trifoglio, di pino muco e ginepro, di acacia, di castagno, di arancio, di eucalipto, di erica. Senza omettere il classico miele millefiori, dal gusto variabile dalla provenienza della materia prima; montagna o pianura, di fioriture primaverili o estive. In breve, la produzione di miele risente delle stagioni floreali e di questo ne siamo tutti a conoscenza.

ApeQuello che non tutti sanno è l’esistenza della pratica del nomadismo apistico. Una sorta di transumanza degli alveari, effettuata dagli apicolturi per ottenere una maggiore produzione di mieli selezionati. Prima di entrare nei particolari di questa inconsueta proceduta, ricordiamo che solitamente gli alveari sono fissi e le api non si allontanano da questi oltre i tre chilometri di raggio, quindi la conseguenza è l’ottenimento di un raccolto molto limitato.

Spostare gli alveari da un posto all’altro in funzione della presenza di piante nettarifere, consentono la produzione di mieli uniflorali permettendo una migliore offerta del prodotto finale sul mercato.

Vediamo come avviene questo trasloco. L’operazione viene effettuata esclusivamente al calare della notte, quando le operaie sono tornate tutte nelle loro arnie; è allora che vengono caricate le casette sui mezzi di trasporto e poste in viaggio verso la meta stabilita. Alle prime luci dell’alba, vengono scaricate e locate nella zona scelta per il pascolo, fino allo sfruttamento dell’area, per poi rimetterle successivamente in viaggio, verso un’altro luogo.

Questo continuo vagare, può durare fino a otto mesi, iniziando la raccolta a febbraio in pianura e vallate, seguendo le fioriture tardive ai primi di settembre in montagna, per poi tornare a svernare nuovamente a casa in pianura. Questa pratica viene ormai effettuata in tutta Italia e le nostre amiche, si ritrovano in luoghi sempre diversi e ricchi di gustosi fiori seguitando, senza essere eccessivamente disturbate, il loro minuzioso e pregiato lavoro. vari-miele

Il miele è un prodotto naturale che non subisce nessun tipo di trattamento, è una fonte di zuccheri semplici ed è quindi un cibo altamente energetico e dolcificante. Rafforza i muscoli ed è conforme alle esigenze degli sportivi. Da sostituire allo zucchero quando esistono patologie con disturbi digestivi è anche indicato a chi soffre di ulcera gastrica. Non dimentichiamoci di darlo agli anziani come ricostituente, mentre ai bambini, una ricca colazione con latte, fette biscottate e miele, li aiuterà ad affrontare una pesante e movimentata giornata scolastica.

Alessandra Casagrande
redazione@eventidop.com

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