Obiettivo puntato sull’Oltrepò pavese, visto che il caldo imperante suggerisce gite estive: è il momento opportuno per dare a questo cuneo incastrato tra Lombardia, Piemonte ed Emilia, e ai suoi paesaggi a saliscendi, il giusto riconoscimento. Anche perché l’ Oltrepò pavese qualche soddisfazione ai gourmet la regala, e da sempre: con i suoi oltre 13.000 ettari costituisce il 60% di tutta la superficie vitata lombarda, e in particolare può essere considerato la culla italiana del Pinot Nero, dato che risulta al primo posto per estensione coltivata proprio con questo storico vitigno. Ma non si devono dimenticare gli altri prodotti tipici del territorio, come il peperone di Voghera, il manzo di razza varzese, la ciliegia di Bagnaria e la Coppa (intesa come salume) dell’Oltrepò.
Una selezione di specialità locali si può degustare presso il Ristorante Albergo “Selvatico” , a Rivanazzano Terme sulla strada che da Voghera scende fino a Varzi. Come minimo si può mangiare, dormire, sudare e rilassarsi, in questo posticino tra i vigneti e le campagne, dotato di un accogliente centro benessere dove regalarsi una terapia antistress. Ad attendere il turista la doccia emozionale, il bagno turco con aromaterapia e cromoterapia, un’atmosfera suggestiva per ritrovare nuove energie grazie al delicato sottofondo musicale e, su prenotazione, al massaggio total body. Ma è la cucina della famiglia Selvatico il fulcro dell’offerta: la capostipite Piera è in cucina con la figlia Michela, mentre in sala ci si affida all’altra figlia Francesca e al marito Sergio Daglia. In carta specialità locali e non solo (qualche variazione in riva al mare serve a non annoiare i clienti, sottolinea Piera Selvatico), come i Malfatti di zucchine al pomodoro, il Tortino di fiori di zucchine e ricotta romana, il Timballo di riso venere con cozze, calamari e salmone, e poi il Coniglio con peperoni di Voghera e pomodori.
“Dipende un po’ da quello che è disponibile sul mercato,” ci spiega Piera, “fornitoci da gente di cui ci fidiamo da una vita, e anche da quello che riusciamo a ricavare dal nostro orto. Oggi raccogliamo zucchine, domani compreremo il coniglio e così via, la volontà di adattarci non manca: l’importante è che i prodotti di base siano freschi e genuini.” Si troverà facilmente la carne di coniglio, qui al “Selvatico” , perché Piera ne apprezza la digeribilità e sa prepararla in modo che non diventi coriacea. Vediamo allora come cucinarlo con peperoni e zucchine, per poi sfidare la padrona di casa del Selvatico in una gara “casalinghe contro chef”: sarà difficile far di meglio, ma perché non provarci?

Coniglio con peperoni e pomodori . Per 6 persone – Difficoltà: facile – Tempo: 90 minuti
Ingredienti: 1,200 kg di coniglio, 1 kg di pomodori “cuore di bue” piuttosto maturi, 1 kg di peperoni di Voghera, 2 bicchieri di “Cortese” (o altro vino bianco similare), 1 bicchiere d’olio extravergine, 2 foglie di alloro, 4 rametti di timo, 2 spicchi d’aglio, sale q.b.
Esecuzione: posizionate una pentola con l’acqua calda sul fuoco e immergete per 5 minuti i pomodori leggermente incisi; scolateli e versateli nell’acqua fredda per pochi minuti. Togliete la pelle e i semi.
Scaldate in una padella l’olio extravergine, profumate con i due spicchi d’aglio per qualche minuto e poi eliminateli. Unite la polpa dei pomodori con il vino bianco e un pizzico di sale, lasciate andare a fiamma bassa per 15 minuti. Unite quindi i pezzi di coniglio, un mestolo d’acqua e il mazzetto di timo e le foglie di alloro. Continuate la cottura per 40 minuti: alla fine aggiungete i peperoni tagliati a pezzi e proseguite fino a completa cottura sia del coniglio sia dei peperoni. Se necessario aggiungete altro sale.
RISTORANTE ALBERGO “SELVATICO” – via Silvio Pellico, 19 – Rivanazzano Terme (PV) – 02 0383 944720
