Andrea Gaudenzi, del Frantoio Gaudenzi di Trevi, è stato invitato dalla FAO a partecipare a un importante simposio romano dedicato all’innovazione in agricoltura nelle aziende di proprietà familiare.
Andrea è stato scelto come rappresentante della Fascia Olivata Assisi-Spoleto, che ha recentemente conseguito dalla FAO l’importante riconoscimento di Global Important Agricultural Heritage; unico territorio italiano a essere stato inserito nella lista dei siti caratterizzati da un paesaggio di incomparabile bellezza che combina agricoltura, biodiversità, ecosistemi e retaggi culturali.
All’interno del simposio una sessione era dedicata a un dibattito tra chef e giovani agricoltori provenienti da varie arie del mondo. I due agricoltori presenti erano in rappresentanza di due tra i territori europei riconosciuti dalla Fao, ossia la Fascia Olivata Assisi-Spoleto e la Valle Salado de Añana in Spagna. L’intento era quello di indagare in quali modi chef e agricoltori possano collaborare in modo che l’innovazione porti a un’agricoltura sempre più sostenibile e conseguentemente a un’alimentazione sempre più sana. Si trattava dunque di capire cosa rappresenti l’innovazione per gli chef e per gli agricoltori, e come essi la traducono nel proprio lavoro.
Andrea Gaudenzi, classe 1993, ha rappresento al meglio l’idea di innovazione in aziende agricole familiari. Il plurale non è usato a caso, visto che Andrea fa parte sia del Frantoio Gaudenzi fondato dal nonno a Trevi nel 1950 e oggi condotto dai genitori Rossana e Francesco, sia della nuova azienda acquistata nel 2017 insieme al fratello Stefano nel comune di Spoleto. E proprio in questa nuova azienda i due fratelli hanno da poco iniziato a piantare 20 nuovi ettari di oliveto tecnologicamente avanzato con cultivar della tradizione umbra.
Nel suo intervento, Andrea ha sottolineato l’importanza che l’innovazione ha avuto nella messa a punto di nuove tecniche estrattive che hanno portato a un innalzamento della qualità degli extra vergini. Ma ha anche posto l’attenzione sul suo ruolo di “custode” di una tradizione secolare che ha reso il paesaggio di Trevi un unicum. Andrea e Stefano amano dire che sono nati tra gli olivi, e dunque il rispetto del paesaggio e della sua biodiversità diventa un imperativo che va di pari passo a quello di una produzione qualitativamente sempre più elevata. Le due cose non escludono l’altra, anzi, sono elementi necessari di un processo produttivo che vede la tecnologia come supporto a un’attività che è e deve restare artigianale.
La grande sfida che i giovani agricoltori di oggi si trovano a dover affrontare, secondo Andrea Gaudenzi, è quella di mantenere la propria tradizione e la propria cultura producendo cibo dalle elevate caratteristiche organolettiche. Nel suo caso, in particolare, si tratta di riuscire a produrre un grande olio in un grande territorio.
