Si è tenuta dal 18 al 20 settembre Enologica2015, il più importante evento dedicato al Sagrantino, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco e il Comune di Montefalco. Seguendo l’onda dello strepitoso successo ottenuto ad Expo Milano nella Sala Convivium del Padiglione Vino, in questa trentaseiesima edizione si è voluto affrontare il tema: “Mondo Sagrantino”, con la voglia di far conoscere in modo globale il vino e il territorio che lo rende unico. Si è fatto così incontrare l’originale, il Sagrantino di Montefalco, con le altre sue espressioni d’ oltreoceano (se ne contano più di trenta) mediante una degustazione chiamata “La tavola rotonda”.
Nella seconda giornata della rassegna si è tenuta, nel complesso Museale di San Francesco, una conferenza dell’eccentrico ma quanto mai incisivo, brillante e divertente critico d’arte Philip Daverio. Davanti a una sala piena di persone incantate per più di un’ora dalle parole del famoso critico, Daverio è riuscito a dare alle aziende che producono il Sagrantino di Montefalco DOCG molti concetti su cui discutere e molti suggerimenti, anche provocatori: Uno per tutti: ”In Cina sono ricchissimi, ma vivono male, vestono male, e bevono male. Se riuscirete a far bere ad un cinese un bicchiere del vostro eccellente vino, avrete fatto un’ opera pia”
Daverio ha giustamente affermato che in Francia, in Borgogna o sulla Loira, le piccole tenute di campagna di notai parigini sono state lanciate come “château”, e su questi “châteaux” i “vignerons” hanno costruito un marchio e lo hanno imposto in tutto il mondo. Cosa potrebbe fare Montefalco che ha storia, monumenti, un territorio unico e vini eccellenti, e che ha tanto da dire e da mostrare?
Partendo dal presupposto che l’unica guerra mondiale che ha vinto l’Italia è quella degli spaghetti, sempre Daverio spiega che 100 anni fa l’ Italia era bella ma povera; ora è meno povera, ma meno bella. Dovremmo impegnarci a diventare più belli e quindi più ricchi, perché un paese bello crea prodotti buoni, attraverso la tutela del territorio, tra cui rientra anche la tutela del vitigno: “in Italia si dovrebbe operare alla ristrutturazione del Paese, inserendo i vigneti nei beni culturali, al pari di quadri e palazzi”.
La conferenza è poi finita con la paradossale, ma molto suggestiva, proposta di fondare l’Europa non sullo sterile euro, ma sulla cultura del vino, che è la nostra comune cultura. Un’altra protagonista culturale di questa edizione di Enologica è stata “la Madonna della Cintola” di Benozzo Gozzoli, riportata al suo luminoso splendore da un restauro, condotto dai Musei Vaticani, che ha visto impegnato economicamente, tra gli altri, anche il Consorzio Vini di Montefalco. La Pala rimarrà in esposizione a Montefalco, al Complesso museale di San Francesco, fino al 30 dicembre 2015, per poi tornare in Vaticano, cui venne donata nel 1800 da Montefalco in cambio dell’ottenimento del titolo di “Città”.
Oltre all’illuminante Daverio ad Enologica 2015 si sono susseguiti cooking show, convegni , dibattiti, mostre, teatro e molto altro per festeggiare ed esaltare il Sagrantino. Nel complesso di Sant’Agostino erano presenti 27 cantine di Montefalco, tutte pronte a far assaggiare, raccontare e spiegare il mondo del Sagrantino fatto dal territorio e dalle persone che lo vivono. Oltre ad essere presenti nella sala di degustazione, le cantine proponevano molti eventi in cantina, dalle passeggiate nelle vigne alla partecipazione alla vendemmia.
Nel soleggiato pomeriggio domenicale si è svolta la consueta festa della vendemmia: la piazza del Comune ha visto sfilare trattori e rimorchi vestiti a festa. I cittadini montefalchesi in abiti contadini hanno fatto ballare, cantare e divertire tutti i presenti in un rituale che si ripete ogni anno tra sacro e profano, per esaltare e festeggiare il re di Montefalco, Sua Maestà “il Sagrantino”.
