Il Grechetto è un vitigno a bacca bianca presumibilmente originario della Grecia. E’ coltivato soprattutto in Umbria ma anche nelle regioni Lazio, Toscana e Marche. Si pensa che sia stato importato in Italia oltre che dai greci, anche dai romani e dagli etruschi in momenti storici differenti.
Fu Plinio il Giovane nel I secolo d.C., nella sua “Naturalis Historia”, a parlare dei “vini di tuderti” inserendoli tra quelli più conosciuti dell’epoca, dato che già allora questo nettare era consumato e ben noto agli abitanti della zona di Todi (PG).
Esiste una sicura documentazione che attesta l’uso giornaliero del Trebbiano di Todi e del Vino Greco e pare che venne offerto al banchetto per festeggiare il compimento del frontespizio della chiesa di San Fortunato (Todi) nel Quattrocento, ma soprattutto “gustato” durante le riunioni conviviali della nobiltà tuderte nel XVII e XVIII secolo.
E’ considerata ormai un’uva autoctona umbra, e la troviamo in due varietà: Grechetto di Todi e Grechetto di Orvieto, con peculiarità ampelografiche di poco diverse. Le più moderne analisi tecnologie effettuate sul suo DNA, hanno evidenziato dei dati interessanti. Infatti esisterebbero delle somiglianze tra il Grechetto di Todi e i vitigni Pignoletto e Ribolla Riminese, mentre risulterebbero diversi il Grechetto di Orvieto e il Greco di Tufo, al principio creduti uniti da una solida familiarità.
Il Grechetto, vinificato il più delle volte in purezza dove dà il meglio delle sue peculiarità, in molti casi è unito a vitigni come il Trebbiano Toscano, Trebbiano Spoletino, Verdello, Canaiolo Bianco e a uve internazionali come lo Chardonnay. I vini sono di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, mentre quelli che hanno subito un passaggio in legno tendono al giallo dorato.
All’olfatto dona aromi di mandorla amara e nocciola, notevoli sentori minerali e fruttati di pera, pesca e frutti esotici, quali ananas e pompelmo. Intense le sensazioni floreali di fiori bianchi e acacia, sambuco e biancospino che si arricchiscono di vaniglia e tostatura con l’affinamento in barriques o botti.
Al gusto è sapido e fresco. Con l’affinamento acquista maggiore eleganza e morbidezza, più corposo, mantenendo comunque la sua caratteristica componente acido-sapida. Il Grechetto viene impiegato principalmente per la creazione di vini bianchi secchi per la quale è maggiormente conosciuto, ma anche di eccellenti spumanti, Vin Santo e di alcuni muffati.
Si abbina perfettamente a primi e secondi piatti, anche strutturati, di pesce, formaggi freschi, e frittate con verdure. Nella versione più strutturata con carni bianche, pappardelle al cinghiale con sugo senza pomodoro, minestre. I muffati a dolci secchi, pecorini stagionati e patè di fegato.
