Arriva il Serprino sui lieviti, enfasi sul nome Colli Euganei per i rossi, via libera al tappo a vite: sono le novità approvate dal Consorzio.
Serprino dei Colli Euganei: sarà questo il nuovo nome ufficiale del vulcanico vino frizzante delle colline padovane. Lo ha deliberato ieri sera (lunedì) all’unanimità l’Assemblea dei soci del Consorzio di tutela dei vini dei Colli Euganei, che ha approvato un’apposita modifica del disciplinare di produzione, da sottoporre alla Regione Veneto e al Ministero delle politiche agricole. Inoltre, del Serprino dei Colli Euganei, sinora denominato Colli Euganei Serprino, esisterà anche la versione “sui lieviti”, una tipologia in grado di valorizzare la tradizione antica dei vini rifermentati in bottiglia, che sta ricevendo consensi crescenti da parte del mercato, soprattutto giovanile, ma che sin qui non era contemplata dal disciplinare di produzione. “L’aver posto l’enfasi sul nome Serprino, che si leggerà in etichetta prima del nome Colli Euganei – spiega il Presidente del Consorzio, Gianluca Carraro – e l’aver introdotto la versione sui lieviti dà attuazione alle previsioni del piano strategico approvato lo scorso luglio dal nostro Consiglio di amministrazione e apre nuove prospettive alla definitiva affermazione del Serprino come straordinaria esclusività dei Colli Euganei”.
Al contrario, per i vini rossi ottenuti da uve di origine bordolese (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carmenère e Merlot), coltivate da quasi due secoli in zona, verrà enfatizzato il nome Colli Euganei, che grazie a un’ulteriore modifica del disciplinare di produzione adottata unanimemente ieri in sede assembleare potrà essere scritto in etichetta con carattere doppio rispetto al nome dell’uva. “Di fatto – sottolinea Carraro -, con questa innovazione apportata alle etichettature i nostri vini rossi saranno sempre più identificati dal consumatore semplicemente con il nome del territorio, ossia Colli Euganei, e sempre meno con il nome del vitigno, com’è tipico di un po’ tutti i grandi vini rossi del mondo, prospettiva anche questa contemplata dal piano strategico consortile”.
Via libera unanime, inoltre, da parte dell’Assemblea dei Soci del Consorzio dei Colli Euganei, ai sistemi moderni di chiusura delle bottiglie, come il tappo a vite per i vini fermi, tecnologia molto richiesta da parte dei mercati internazionali, e al tappo a corona per i vini frizzanti. Inoltre, è stato ipotizzato che i vini della denominazione, a eccezione delle Riserve, possano essere confezionati anche in bag in box da tre o da cinque litri, sulla scorta di una risoluzione adottata dall’Assemblea dei Soci, “con l’obiettivo – afferma Carraro – di essere maggiormente presenti sui mercati più sensibili al tema della sostenibilità e della bassa impronta ambientale”.
