Non è la prima volta che mi trovo a trascorrere qualche giorno nello splendido territorio del Tirolo ma, ogni volta, riesco a percepirne una sfumatura diversa che me ne fa innamorare sempre di più.
Questa volta la destinazione è stata Kitzbühel, una piccola cittadina austriaca situata vicino a Innsbruck, famosa per ospitare ogni anno la “Hahnenkamm Rennen”, tre giorni di gare sciistiche talmente importanti che tifosi e appassionati vi arrivano in migliaia da tutto il mondo.
Suoni, colori, profumi che si fondono tra di loro in un mix difficilmente resistibile. Il centro storico di Kitz, infatti, si anima di musica dal vivo e di bancarelle enogastronomiche, presso le quali è possibile togliersi ogni sorta di sfizio culinario immaginabile. Si passa dai magnifici bretzel, un tipo di pane molto diffuso in Tirolo che per me è quasi una droga, proseguendo con i panini con la salsiccia, con quel profumo affumicato che fa tanto “nordeuropa”, il tutto innaffiato da fiumi di birra rigorosamente made in Germany.
Appena arrivata a destinazione, ho cominciato a girovagare per la città e ho raggiunto “Chizzo”, un locale che è un must per chi voglia gustare un aperitivo in stile tirolese o semplicemente riscaldarsi dopo una lunga giornata di sci. decisa, quindi, a calarmi completamente nelle abitudini locali e visto che erano quasi le sette di sera, mi sono presa una tazza di ottimo glühwein, noto in Italia come vin brulè.
La serata è proseguita da “s’Pfandl”, uno tra i migliori ristoranti di cucina tirolese che abbia mai provato. C’ero già stata qualche anno fa ma ammetto che tornarci è sempre un piacere. Il cameriere, Sebastian, un ragazzo sui trent’anni che andava a scuola con gli sci sin dall’età di sei, parla anche italiano e con la sua gentilezza ha contribuito ad allietare ulteriormente la nostra serata. Il ristorante, quasi sempre gremito di commensali, si caratterizza per l’atmosfera calda e accogliente, con un grande camino situato proprio al centro della sala principale. Il menù, come facilmente intuibile, è incentrato principalmente sulla carne e per questo anche la mia scelta è ricaduta su un succulento spiedino di vitello. Generalmente, non amo l’idea in sé dello spiedino, ma questa volta, mi sono lasciata convincere da Sebastian e ho fatto bene: quattro pezzi di filetto che si scioglievano letteralmente in bocca, accompagnati da salse di vario tipo, tra le quali ne spiccava una con peperoncino e cipolle. Di contorno un rösti a base di patate, pancetta e cipolla.

La mia cena non poteva terminare senza assaggiare una vera prelibatezza della pasticceria locale: vale a dire, il kaiserschmarrn o “frittata dolce”, una sorta di crepes spaccata che viene cosparsa di zucchero a velo e servita con marmellata di ribes, di mirtilli o salsa di mele. Il tutto innaffiato da un’ottima bottiglia di Zweigelt Unplugged del 2013 della cantina Hannes Reeh.
Prima di ripartire, mi sono concessa una sosta da “Mpreis”, il supermercato più fornito della città, per deliziare gli occhi e il palato con i prodotti tipici della tradizione tirolese e perché no, per fare un po’ di spesa nella speranza di riprodurre quei piatti che tanto mi hanno fatto sognare durante la mia vacanza.
Quasi dimenticavo. Prima di passare la frontiera e rientrare in Italia, è quasi d’obbligo una sosta al “Rosenberger”, l’equivalente del nostro Autogrill ma, a mio avviso, di qualità superiore. Qui vi consiglio di non perdere l’occasione di assaggiare una wiener schnitzel, in pratica una fettina di vitello impanata e fritta nello strutto, servita con salsa ai mirtilli e patatine.
Sulla strada di ritorno a casa, mi vengono in mente le parole di Jean Anthelme Brillat-Savarin (1755 – 1826), brillante politico francese e soprattutto gastronomo che scrisse “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”. Infatti io sono sempre più convinta che la cucina non sia solo cibo, ma rappresenti soprattutto lo strumento principale per capire le altre culture, in tutte le loro sfumature.
