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La China

La China

Originaria del Perù, ha il suo habitat prevalentemente sul versante ovest delle Ande peruviane e Boliviane, Camerun, India e Vietnam. La pianta è un alberello di circa 20 cm di altezza e viene abbattuto all’età di sei anni per utilizzarne esclusivamente la corteccia.

La corteccia contiene una ventina di alcaloidi, tra i quali la chinidina e la chinina. Da questa si estrae una sostanza principe “il chinino” prodotto che gli abitanti del Perù quattro secoli fa, già utilizzavano per curare la malaria.

In che epoca e come sia giunta in Europa è ancora mistero. Alcuni scritti affermano che siano stati gli spagnoli ad importarla, altri i Gesuiti di Lima. Comunque si può dire che nella storia della medicina, la polvere di corteccia di China o come venne chiamata nel XVIII sec. “polvere dei Gesuiti” fu uno dei farmaci che si impose per importanza nella categoria che oggi avremmo chiamato “salva vita” almeno fino alla scoperta della clorochina, farmaco anch’esso curativo della malaria, ma in fase di calo nell’efficacia in quanto alcuni tipi di questa malattia sono divenuti resistenti al suo principio attivo.

Oltre ai suoi effetti benefici e curativi, la china è un eccellente tonico, che rientra in numerose preparazioni farmaceutiche ed erboristiche. Per tutto il XIX e XX sec. la china da sola o associata al ferro, rappresentò uno dei ricostituenti più popolari e di facile reperibilità.

Ai giorni d’oggi la China è ancora molto usata sia in farmacia che in distilleria. Infatti è un elemento aromatizzante di distillati, liquori e grandi vini.

Il suo retrogusto amarognolo rende gustosa la bevanda che lo ospita e con le sue proprietà stimolanti sull’apparato circolatorio è un ottimo digestivo.

Alessandra Casagrande
redazione@eventidop.com

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