Ma siamo veramente dipendenti da quello che mettiamo in tavola? Quanto di quello che mangiamo tutti i giorni influisce sulla nostra salute?
Ieri sera, dopo aver visto una mini serie su Netflix, mi è venuta voglia di smettere di mangiare carne. E anche formaggi. E anche pesce. Insomma, mi è venuta voglia di smettere di mangiare!
Ovviamente non è possibile smettere di mangiare 🙄.
Il primo motivo è perché morirei, il secondo è perché a me piace mangiare 😀
In breve vi spiego i miei dubbi.
Premetto che questo articolo non è una recensione su un programma televisivo e neanche mi permetto di dare consigli su come ognuno di noi dovrebbe alimentarsi, non mi permetterei mai.
Esistono professionisti qualificati in entrambi i casi, che possono scrivere recensioni accorte e medici e nutrizionisti che vi consigliano meglio di me. Voglio solo fare delle considerazioni, ma prima vi spiego cosa ho visto ieri sera.
La mini serie TV che ho seguito tutta di un fiato è “Sei ciò che mangi: gemelli a confronto” (questo è il link https://www.netflix.com/it/title/81133260).
In breve 22 coppie di gemelli monozigoti cioè identici, provenienti dallo stesso ovulo fecondato da un unico spermatozoo, sono stati oggetto di uno studio scientifico durante il quale, per 8 settimane, si sono dovuti nutrire in modo differente: un gemello con alimentazione vegana, l’altro con alimentazione onnivora, senza possibilità di scelta e con l’obbligo di attenersi alla dieta (una coppia non ce l’ha fatta).
Questo studio vuole verificare come influisce sull’organismo il cambio di dieta e stile di vita e che impatto hanno alcuni alimenti sulla salute di due soggetti di caratteristiche identiche.
Lo studio è stato fatto negli Stati Uniti e quindi il modo di mangiare americano è (per fortuna) diverso dal nostro. La Dieta Mediterranea “è uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti” come cita la Fondazione Umberto Veronesi sul suo sito web.
Il cosiddetto “cibo spazzatura” non lo abbiamo inventato noi, ma ci è stato consigliato mediante mediante spot pubblicitari, film, assaggi gratuiti e quant’altro sia possibile dal dopoguerra in poi.
La serie si segue bene, è scorrevole, anche se a tratti sembra uno spot sulla dieta vegana, e ti fa pensare…
Dopo aver effettuato un’attenta analisi sullo stile di vita di ognuno dei partecipanti e fatte le opportune analisi mediche e fisiche, tipo la quantità di massa magra e grassa in proporzione al peso (non con la solita bilancia ma con una scannerizzazione del corpo), e di come reagisce il cervello agli stimoli, l’esperimento è iniziato.
Alla fine, rifatti gli stessi controlli dopo 8 settimane, i risultati non sono stati sorprendenti come mi aspettavo. Ci sono stati dei cambiamenti nel fisico dei partecipanti, ma non eclatanti.
I soggetti vegani hanno riscontrato un miglioramento soprattutto nelle attività mentali, con maggiore reattività agli stimoli e migliore lucidità, oltre che un miglioramento nelle condizioni fisiche e “sessuali” (uno dei test prevedeva anche questo 😉).
Ma allora cosa mi ha sorpreso?
Per prima cosa, all’inizio dello studio tutti i soggetti erano onnivori, mentre al termine chi era stato costretto a nutrirsi con una dieta vegana, continuava ad esserlo e consigliava il suo nuovo stile di vita agli altri.
La seconda è che è stata fatta un’attenta analisi su come vengono allevati in America e poi portati sulle nostre tavole, le carni di maiale e di bovino, come vengono nutriti, in che condizioni sono cresciuti, con conseguenti malattie e infezioni che potrebbero colpire l’uomo.
La dicitura “allevato all’aperto” mi ha fatto pensare molto.
Credevo indicasse allevato in modo naturale e invece… sono rimasto sconcertato!
Stessa cosa per i salmoni allevati in enormi recinti in mare e per i polli cresciuti in migliaia in giganteschi allevamenti.
La terza è la dipendenza da alcuni cibi. I formaggi, gli hamburger, e altri alimenti, pare che diano dipendenza, perché il loro aspetto, il profumo e il sapore ci portano a gratificarci tramite il cibo, e questa forse è la cosa più difficile da combattere.
Chi di noi non desidera ogni tanto gratificarsi con un buon dolce o un panino con ogni tipo di salsa e carne con formaggi, della quale provenienza non ci facciamo nessun problema?
Quarto punto, forse il più importante, sono le malattie dell’uomo derivanti da una alimentazione sbagliata.
Pare che una alimentazione che prevede carne, pesce e formaggi e derivati da prodotti animali, influisca in modo determinante sulle malattie “del secolo” come Alzhaimer e Cancro, modificando in modo determinante l’idea della ereditarietà.
Ovviamente stiamo parlando degli Stati Uniti ma la mia domanda è: negli altri paesi del mondo è diverso? In Europa e soprattutto in Italia cosa mangiamo? Chi ci tutela?
Per fortuna nel nostro Paese è tutto diverso, abbiamo tantissimi organi di controllo come il nostro Ministero della Salute, i NAS, i numerosi Consorzi a Tutela e così via.
Ma noi consumatori siamo davvero così istruiti e consapevoli di ciò che mangiamo? Quando facciamo la spesa controlliamo scrupolosamente l’etichetta verificando la provenienza del prodotto e gli ingredienti o guardiamo solo il prezzo e l’ennesima offerta imperdibile?
Per il nuovo anno, tra i tanti propositi, io ho scelto di mangiare sano.
Non è detto che diventerò vegano, ma sicuramente più vegetariano, con un occhio attento alle carni scelte e moderandone la quantità.
I nostri nonni non mangiavano la carne tutti i giorni, ma solo ogni tanto e alle feste comandate.
Si nutrivano, senza eccedere, sopratutto dei prodotti del proprio orto e cortile e io ricordo che non si sono mai lamentati, e hanno mantenuto uno stile di vita sano per molti anni.
Darò come sempre precedenza prodotti totalmente italiani, con filiera tracciata e controllata, perché mi fido della produzione Nazionale, in quanto garantita e più genuina di quanto sia quella estera.
Per fortuna siamo in Italia e le cose che succedono in altri Paesi da noi non accadono… o no?
Ennio Baccianella
