Dopo lo scossone suscitato da Report, nota trasmissione televisiva di RAI 3, vediamo cosa rimane al consumatore appassionato del nettare di Bacco e cosa gli interessa davvero.
Come molti di voi, sono un appassionato del mondo del vino e seguire una trasmissione televisiva importante come Report di RAI 3 di venerdì 17 dicembre 2024 (ecco il link su Rai Play www.raiplay.it), è stata una ghiotta occasione per capire a che punto siamo con la cultura ad esso legata e soprattutto con l’informazione indirizzata al consumatore medio.
Il consumatore medio, a mio parere, è quello che acquista una bottiglia di vino per il puro piacere di avere del vino a tavola, basandosi sulla propria conoscenza del prodotto, il suo gusto personale, e spesso dei consigli che gli vengono dati da amici ed “esperti” di settore.
Il Sommelier, l’enologo e quanti altri sono nel settore vino da tanti anni, ben conoscono i problemi che esistono in questo mondo e non è certo Report che a loro serve per far nascere dubbi.
Non voglio entrare in polemica con quanto descritto nel programma RAI, ben fatto, minuzioso, con interviste a personaggi del vino, che svela, per chi ne fosse ancora digiuno, di alcune frodi esistenti nella produzione e commercializzazione del vino.
Eh si, perché se io acquisto un prodotto a 2€ al litro so che vale 2€, ma se acquisto un vino al costo di 120€ e scopro che ne vale 2€ allora questa pratica commerciale si chiama frode ed è punita dalla legge… sempre che venga scoperta!
Report ha portato alla ribalta, con alta professionalità giornalistica, cosa c’è dietro una bottiglia di vino.
Non voglio pensare che ci siano dei tagli importanti alle interviste, o che sia stato fatto un montaggio ad hoc per evidenziare solo dei fatti che a livello giornalistico siano rilevanti per innalzare l’audience del programma. Assolutamente no!!!
Quello che ho pensato alla fine del programma, come spesso accade dopo una bella trasmissione TV d’inchiesta è: ma il consumatore adesso cosa penserà?
Il rischio è che crederà che tutto il mondo del vino è una truffa!!!
Ci è stato mostrato come aumentare il grado alcolico del vino, come aumentarne l’acidità, come aggiungere i famosi tannini, come filtrare un vino rendendolo limpido (sottolineo che sono pratiche enologiche consentite dalle legge e assolutamente naturali e poi mi chiedo chi vuole acquistare un vino torbido e velato), ma utilizzando, attenzione per favore che un fatto importante, le parole: è possibile, si può, ecc., senza utilizzare termini ASSOLUTI tipo si fa così, si deve, e così via.
Lasciamo stare le inesattezze della scala della qualità del vino (vino da tavola, igp, doc e docg), cambiata e affiancata da quella europea nel 2008 (vino, igp e dop) e altre inesattezze che derivano credo dalla inesperienza enologica degli autori e non da altro.
Quello che mi sarebbe piaciuto, al termine del servizio, che non ci sia fermati solo alle truffe e a dare risalto, giustamente, a invidie e interessi che poi diventano enormi problemi giudiziari ed economici, anche se giustamente evidenziati a mio parere, in quanto un’azienda come quella citata nel servizio, danneggiata economicamente per ben sette anni, ha bisogno di far vedere quanto siano state ingiuste le accuse e soprattutto perché.
Avrei voluto che ci si fosse soffermati sulle migliaia di aziende agricole, cantine e società serie, che questo lavoro lo fanno da sempre con passione e onestà, producendo ogni anno vini perfetti, meravigliosi, e ripeto onesti sia nel costo che nella qualità, che rendono il vino italiano un marchio invidiabile da tanti Paesi, anche loro produttori di vino.
Il Sommelier, l’enotecario e spesso anche personaggi affermati nel settore del vino, non riconoscono solo all’assaggio se il vino proviene esclusivamente da uva Glera piuttosto che da Trebbiano (è solo un esempio), e certo non andranno a fare un’analisi chimica e anche se avessero dei dubbi chi andrebbe a denunciare il produttore? Forse solo chi ha un interesse diretto!
Aspetto con curiosità la seconda parte del servizio sul vino di Report che è stato già annunciato, sperando che si dia spazio anche ai produttori onesti, chiedendo loro come si fa un buon vino e soprattutto come si fa a riconoscerlo che per noi che lo acquistiamo è la cosa più importante.
Aggiungo anche che sarebbe stato bello intervistare un Sommelier esperto e un enologo per sentire il loro parere.
Vi auguro Buon Natale e brindiamo al Nuovo Anno con il vino italiano. Mi raccomando 😉
Ennio Baccianella
