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A Milano la Panettomania tiene banco

A Milano la Panettomania tiene banco

Panettomania, quest’anno: sarà l’effetto del post-Covid, sarà la voglia di gettarsi alle spalle paure ancestrali e incertezze diffuse, ma un fiorire di iniziative panettofile di questa portata non s’era mai visto. A Milano e non solo è da Settembre, come minimo, che si continua a celebrare il celeberrimo “pan del Toni” in tutti i formati e le fragranze, e citiamo solo ad esempio:
-il Panettone Day, nelle categorie Tradizionale, Creativo Dolce e Cioccolato Ruby;
-la Coppa del Mondo e il suo premio “Maestro del Panettone”;
-ed infine Re Panettone, la Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro ed Arte Panettone, gli ultimi due addirittura negli stessi giorni.
Di fronte a una passione così accesa la tentazione è quella di collezionare assaggi a decine, ben sapendo che si fa fatica a fermarsi: tanto più che il prodotto si è un po’, come dire, delocalizzato, ed è facile trovare delle versioni sontuose del dolce natalizio ideate e prodotte artigianalmente a centinaia di chilometri dai luoghi d’origine.

 

I panettoni siculi di Emanuele Russo

Ce ne dà conferma l’impegno del siciliano Emanuele Russo, titolare del ristorante “Le Lumie” di Marsala. In teoria, nessuna affinità sarebbe possibile con Milano, situata a 1.600 km di strada: le ricette di cucina proposte a “Le Lumie” sono quelle della tradizione isolana, riviste in una versione più moderna e leggera, con la voglia di esaltare l’autenticità di ogni ingrediente. Fino al 2020 Emanuele non aveva mai pensato al panettone, ma lockdown e chiusure lo portarono a inventarsi qualcosa di non territoriale. Fino a un certo punto: perché il simbolico Panettone “Marsala & Fichi” di Emanuele Russo si ispira al più tradizionale semifreddo ed ai classicissimi Buccellati ai Fichi ricoperti di zuccherini colorati (sfoglie di pasta frolla ripiene di fichi secchi, marsala, mandorle e arance) e ne diventa una versione più elegante. Lievito Madre (nome d’arte: Oronzo), uova rigorosamente del cortile de Le Lumie, nessun conservante o additivo, burro francese, arance dell’orto semicandite, mandorle, fichi secchi e Marsala in due passaggi: il primo con Florio Donna Franca in infusione con i fichi, il secondo Florio Vergine che viene inserito a cottura ultimata. Un dolce di gran classe, che innova senza spiazzare i panettofili in cerca di certezze.

 

La versione di Bedussi: cioccolato e pere

Se dall’estremo Sud trasvoliamo fino a Brescia, troviamo un produttore eclettico con una storia esemplare da raccontare: la vicenda gastronomica dei Bedussi partì 30 anni fa dalla semplice gelateria, ed è giunta di recente al palazzetto multifunzione e multipiano, non lontani dal centro della Leonessa d’Italia, con laboratorio di pasticceria, bistrot, pizzeria, caffetteria … e poi anche gelateria, per non abbandonare il primo amore. La famiglia Bedussi è tutta votata alla ristorazione, ma chi detta legge e crea in pasticceria e cucina è Francesco. Delle origini da gelataio non è rimasto molto, ché ora nella sede aziendale si possono ammirare anche una ventina di brioche diverse a colazione, torte e dolci monoporzione, tanti biscotti e una cucina che è multifunzione, proprio come il “palazzetto Bedussi”. I lievitati per le feste hanno un posto a sé, in tutto questo fervore produttivo; tecnicamente, lievitano per 36 ore, e hanno già entusiasmato il pubblico nelle classiche versioni cioccolato con pere e nocciole + canditi. Quelli previsti per il Natale 2022 saranno ben cinque, uno più invitante dell’altro con l’aggiunta di due Limited Edition, in cui cambiano gli ingredienti ma il procedimento rimane lo stesso: classico a due impasti, serale e mattutino, con lievito naturale a tre rinfreschi. Si parte la mattina presto e si impasta la sera verso le ore 18; una volta triplicato (in 14 ore circa) si rinfresca con farina, zucchero, tuorli, miele e pasta d’arancio, canditi home made e uvetta. Terminato l’impasto, i panettoni vengono posizionati nello stampo e cuociono per 8 ore, in seguito infornati per 50 minuti a 160 gradi. In termini organolettici, i risultati sono all’altezza delle aspettative. Che sono altissime: la qualità del lavoro è comprovata da riconoscimenti come il premio Miglior Bar d’Italia nel 2015 per Gambero Rosso, e la presenza sulle guide di Identità Golose, l’Espresso, il Gambero Rosso. Non è un caso, infine, che Bedussi sia a tutt’oggi fornitore ufficiale dei lievitati del ristorante “Piazza Duomo” di Enrico Crippa, tre stelle Michelin.

 

Il panettone al cioccolato della pasticceria Dolcelino

E atterriamo finalmente, dopo Marsala e Brescia, nella patria del panetùn, a Milano in zona Porta Romana, per assaggiare quello della pasticceria Dolcelino. Che potrebbe riservare sorprese e variazioni sul tema, visto che la titolare Sonia Latorre proviene dalla lontana capitale della Colombia, Bogotà: le sue prime esperienze sono a Lima, poi un piccolo paese belga, Bouillon, dove ha imparato pasticceria e panificazione. Dopo altri viaggi e trasferimenti eccola da ultimo a Milano, armata della sua curiosità e della voglia di sperimentare caratteristiche e peculiarità delle materie prime, del cacao in particolare. Sonia e il suo team propongono alcune varianti di panettone che nascono dalla classica doppia lievitazione, la prima di 15 ore e la seconda di 8 ore, rigorosamente con lievito madre (Tino per gli amigos): classico con arancia e cedro canditi, solo uvetta, alle castagne, alle albicocche candite e al cioccolato fondente 67,2% Barry Callebaut, un cioccolato personalizzato creato sartorialmente per Sonia. Molto caratteristica la vaniglia che viene utilizzata nell’impasto: proviene dal dipartimento colombiano del Choco, e rispetto alle più conosciute è più grande nelle dimensioni, più ricca di semi e con un gusto più fruttato. 

Abbiamo bussato solo a tre porte, cercando di non rinchiuderci nel provincialismo di chi si attacca ad un’unica e immutabile versione di panettone e non vede che quella: dal punto di vista statistico tre assaggi non sono nulla, ma era doveroso andare a sentire l’aria (natalizia) che tira. Da qui alla fine delle feste, se la Panettomania non si ferma, altre sorprese e soddisfazioni non mancheranno.

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