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“Fabio Castiglioni”: uno chef dinamico in continua evoluzione

“Fabio Castiglioni”: uno chef  dinamico in continua evoluzione

Fabio Castiglioni nasce nel 1970 in una piccola cittadina del varesotto e comincia subito a coltivare la sua passione, la cucina, frequentando e diplomandosi presso il prestigioso Istituto Alberghiero Carlo Porta di Milano.

La sua abilità ai fornelli viene presto utilizzata dai più importanti ristoranti della provincia di Varese e poi affinata presso le migliori cucine stellate e gli hotel di lusso come il Relais San Maurizio, Sadler, Innocenti Evasioni e l’Hotel Splendido di Portofino.

Portavoce della cucina italiana alle Maldive al Thudufushi Diamond Resort e all’Hotel Cala Caterina a Villasimius, si occupa anche di riorganizzare le cucine dell’Hotel Doubletree by Hilton, dell’Hotel Milano Scala e ora dell’Italiana Hotels Rho Fair.

La sua arte si esprime con una cucina raffinata e leggera, utilizzando prodotti freschi di stagione, proponendo innovative tecniche di cottura e elevando la presentazioni dei suoi piatti a standard sempre più alti.
Protagonista a corsi di cucina, eventi e showcooking, ama mettersi in discussione e sperimentare sempre nuove proposte culinarie.
Si definisce uno Chef “dinamico in continua evoluzione”.
Lo abbiamo intervistato per voi.
Chef come nasce la sua passione per la cucina?
La mia passione per la cucina nasce da bambino. Ero particolarmente attratto dall’acqua e dal fuoco e la domenica mi piaceva aiutare mia madre. Mi divertivo a “girare” il sugo in pentola, poi grazie a racconti di uno chef amico di famiglia , ho intrapreso la strada giusta.. 
 
Ha mai pensato in passato che forse questa non era la sua strada professionale e che avrebbe potuto intraprendere un’altra carriera?
La mia passione per la cucina è cresciuta sempre di più grazie alle mie esperienze professionali e con il passare degli anni la cucina è diventata sempre più importante nella mia vita.
 
Quale è stata a suo parere l’esperienza professionale più importante e cosa ha significato per lei?
Guardandomi indietro posso dire che molte sono state le esperienze che hanno lasciato il segno, ognuna mi ha dato molto e mi ha fatto crescere. Sicuramente le esperienze nella scuola di Sadler e i miei passaggi nei ristoranti stellati mi hanno fatto fare il salto più grande. Negli Hotel ho ampliato la mia crescita sul profilo manageriale e organizzativo.
Qualcuno dice che la crisi non esiste perché i ristoranti il fine settimana registrano il tutto esaurito. Lei che ne pensa di questa affermazione?
I soliti ristoranti sono in difficoltà perché i costi fissi sono sempre più alti e il lavoro maggiore viene fatto solo nel fine settimana a differenza degli hotel , che svolgono un buon lavoro con gli stranieri e riescono maggiormente a contenere i costi e ad avere un lavoro più continuativo e duraturo.
Come lo vede il futuro di chi lavora nel campo enogastronomico, tenendo conto di questa costante campagna mediatica che esalta con programmi televisivi le qualità, le capacità e la fantasia degli Chef, innalzando le loro figure professionali quasi a dei “miti”?
Mi ricordo che quando ho intrapreso la mia strada, già era una professione molto richiesta, ora ancora di più, ma senza passione non si va da nessuna parte, stare in cucina non sarà mai una cosa facile .
Tre consigli da dare ai giovani che si avvicinano per la prima volta alla sua professione
Prendetela come una passione, tutto sarà più semplice e vi entrerà nel cuore;
dovete essere determinati e cercare di fare più esperienze possibili;
fare il cuoco è uno delle poche professioni che vi permette di girare il mondo…e aggiungo: imparate a riconoscere le materie prime andando nei mercati, anche quelli rionali.
Le tre caratteristiche principali di un buon Chef?
Gusto, passione e fantasia
Per finire Chef ha ancora un sogno nel cassetto?
Il mio sogno sarebbe quello di avere un ristorante o un locale innovativo tutto mio, ma in questo momento il mercato non lo permette, mi piacerebbe trovare una struttura di alto livello che mi metta alla prova e mi faccia esprimere al meglio delle mie possibilità ed esperienze professionali.
 
Ennio Baccianella

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