Il broccolo romanesco è una varietà di cavolo e rientra nel gruppo di piante di cui non vengono mangiate le foglie bensì le infiorescenze non ancora mature.
Conosciuto in tutta la campagna romana da tempo remoto, nel 1834 Giuseppe Gioacchino Belli, uno dei poeti romani più noti ed importanti insieme al Trilussa, nel suo sonetto “Er Testamento Der Pasqualino” chiama l’ortolano “Torzetto” perché coltivava e vendeva i broccoli romaneschi.
Proprio il giovane Chef Romano Mirco Di Trizio lo rende protagonista in una sua tipica ricetta capitolina ispirata alla tradizione.
Ingredienti per 4 persone:
pepe q.b.
pecorino romano q.b
olio extra vergine di oliva q.b
Mentre i paccheri sono a bollire in acqua salata, prepariamo il soffritto cuocendo il guanciale.
A metà cottura del guanciale aggiungiamo la cipolla, queste diverse cotture servone a dare la giusta cottura e croccantezza ad entrambi, per ultimo possiamo aggiungere il nostro broccolo romano gia bollito in precedenza, sfumiamo con del vino bianco secco e lasciamo andare qualche minuto.
Scolati i paccheri li saltiamo nel nostro condimento energeticamenti per dare cremosita e a fuoco spento aggiungere pecorino romano e pepe nero.
