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Nuovo Regolamento Europeo sulle etichette alimentari: da dicembre si cambia

Nuovo Regolamento Europeo sulle etichette alimentari: da dicembre si cambia

Andrà in vigore il 13 dicembre prossimo Il Regolamento Europeo n.1169/2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. 304/20 del 22 novembre 2011.

Lo spirito che ha animato la pubblicazione di questa nuova normativa, nasce dal crescente interesse del consumatore che valuta all’acquisto il corretto rapporto tra alimentazione e salute, scegliendo una dieta adeguata alle esigenze personali.

L’obbligo d’inserimento delle nuove informazioni alimentari da riportare su tutti i cibi, permetterà di proteggere ulteriormente la salute del consumatore e soprattutto permettergli di fare una scelta consapevole all’atto dell’acquisto.

etichetteLa nuova Legge proibisce l’utilizzo d’informazioni che possano indurre in un errore di valutazione il consumatore, nello specifico sulle caratteristiche dell’alimento, sui suoi effetti sull’organismo e le sue proprietà nutrizionali o peggio attribuire capacità mediche non veritiere. Questo divieto si applica anche alle pubblicità giudicate ingannevoli e alle loro presentazioni sugli imballaggi.

Il Regolamento è valido a livello europeo e salvaguardia i nostri prodotti di bandiera D.O. tra i quali i più conosciuti come L’Olio Extravergine di Oliva, il Parmigiano Reggiano, il Vino, il Prosciutto e così via.

Ma in realtà cosa cambia?

Innanzitutto i produttori debbono provvedere entro l’anno a modificare e ristampare le etichette dei loro prodotti alimentari, inserendo tutte le informazioni divenute obbligatorie, anche se una parte della Legge relativa alle indicazioni sui requisiti specifici relativi alla designazione delle “carni macinate” è già in vigore dal 1° gennaio 2014.

L’etichetta dovrà essere ben visibile e posta nella parte anteriore della confezione o comunque in una posizione ben leggibile e possedere:

  • una tabella con dichiarazione nutrizionale obbligatoria (obbligo in vigore dal 13 dicembre 2016) che indichi il contenuto energetico e le percentuali di grassi acidi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, indicate per 100 g. o per 100 ml. del prodotto e potranno essere espresse anche in porzioni;
  • le avvertenze sulla presenza di allergeni scritte in modo da essere lette facilmente dal consumatore, valide anche per i prodotti non imballati, come ad esempio quelli venduti nei ristoranti o nelle mense;
  • caratteri più leggibili con dimensione non inferiori a 1,2 mm. o a 0,9 mm. qualora le confezioni presentano un’area inferiore a 80 cm2, mentre con superficie inferiore a 10 cm2, sull’etichetta sarà consentito riportare solo le informazioni principali;
  • la data di scadenza dovrà essere riportata oltre che sulle scatole anche sull’incarto interno del cibo;
  • sulle confezioni l’aspetto, la descrizione e la presentazione grafica dovranno essere più comprensibili per non confondere il consumatore.

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Le altre norme già esistenti non cambiano ed esse obbligano il produttore a indicare sull’etichetta: la denominazione dell’alimento, l’elenco degli ingredienti e la relativa quantità, la quantità netta dell’alimento, la scadenza e i termini di conservazione, il nome o la ragione sociale dell’operatore che commercializza il bene, il Paese d’origine, le istruzioni per l’uso e il volume alcolometrico, ma solo nel caso di prodotti che contengono più dell’1,2% di alcool.

Gli alimenti immessi sul mercato o etichettati rispettivamente prima del 1° gennaio e del 13 dicembre 2014 e del 13 dicembre 2016, che non soddisfano i requisiti del Regolamento, possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.

Il Nuovo Regolamento nasce con lo spirito giusto anche se dubito che molti consumatori scelgano il prodotto da acquistare in base al valore energetico e calorico. Un prodotto contenente una forte dose di anidrite carbonica o di zuccheri, può già essere evitato non acquistandolo. E’ pur vero che l’interesse per una dieta sana è aumentato, specialmente tra chi fa sport in modo continuativo o chi ha acquisito una coscienza alimentare dovuta a un cambiamento del proprio fisico e quindi sceglie l’acquisto in base alla propria dieta o attività fisica giornaliera.

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Ben venga quindi il nuovo regolamento sulle etichette, che disciplina indicazioni spesso fuorvianti e incomplete, da cui non si capisce da dove proviene a volte l’Olio Extravergine di Oliva che consumiamo, tanto per fare un esempio, o da quale distilleria una cantina si fa produrre la sua Grappa, in quanto sull’etichetta è scritto solo il numero dell’accisa (tanto al consumatore che gliene importa…) o ancora se il DOP è DOP davvero oppure no… .

Forse un giorno ci arriveremo, magari la mia è solo un’utopia chissà, ma se iniziassimo a fare cultura alimentare ai giovani in tutte le scuole, anziché solo negli Istituti Alberghieri? Meglio ancora ai bambini insieme ai loro genitori? O che le Istituzioni permettano alle Associazioni che si occupano da sempre di prevenzione e consumo consapevole, di parlare ai giovani durante il loro percorso scolastico, senza porre spesso degli ostacoli burocratici?

Credo che molti colleghi che si occupano come noi di informazione enogastronomica siano d’accordo con me. La prevenzione nasce nelle scuole. Una bella lezione sulle etichette alimentari o sui pericoli di una dieta squilibrata o meglio ancora sul consumo sconsiderato di bevande alcoliche, mostrando con foto e filmati cosa accade superando i limiti consentiti dalle Autorità, sarebbe forse il modo migliore di accogliere la nuova Legge Europea.

E’ forse incompleta e imperfetta, ma pur sempre un nuovo inizio in direzione di una corretta certificazione di qualità degli alimenti e un nuovo stimolo alla salvaguardia della salute del consumatore.

Ennio Baccianella

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